News

10/09/2021 - Convenzione con Università degli Studi di Trieste

Convenzione di Tirocinio Curricolare Formativo e di Orientamento e/o Tirocinio Professionale.

Corte_d_Appello_di_Salerno_DIGITALE_timbrato (003)

03/09/2021 - Bando per la costituzione dell'Ufficio del processo

Abstract Agenzia
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Diffusione UPP

02/09/2021 - UDIENZE PENALI IN PRESENZA DAL 6 AL 30 SETTEMBRE 2021

UDIENZE PENALI IN PRESENZA DAL 6 AL 30 SETTEMBRE 2021

Si veda l'allegata comunicazione a firma del Presidente della Sezione penale

 

UDIENZE PENALI IN PRESENZA DAL 6 AL 30 SETTEMBRE 2021

04/08/2021 - CONCORSO GIUDICI MINORILI 2023 - 2025

Nomina e conferma dei Giudici onorari  minorili  presso  la  Corte  di  Appello – sezione Minorenni - triennio 2023 – 2025

 

La proc                   La procedura per la nomina e la conferma a giudice onorario minorile è disciplinata dalla circolare del CSM prot. n. 15705/20, con relativo bando scaricabile collegandosi all’indirizzo URL: https://concorsi.csm.it/onorari .

La domanda di nomina o di conferma dovrà essere presentata dall’11 ottobre 2021  all’ 11 novembre 2021,  esclusivamente  con le modalità previste dalla suddetta circolare.

09/06/2021 - Avviso - Concorso assunzione di 616 operatori giudiziari (area II, fascia economica F1), con rapporto a tempo pieno ed indeterminato per la copertura di posti vacanti in uffici giudiziari

Avvertenze per i candidati: Accesso alla Cittadella GiudiziariaPermanenza nella sede della provaPrecauzioni di emergenza epidemiologica da Covid-19

Avvertenze per i candidati

News dallo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia -
a cura dell'Osservatorio www.slsg.unisa.it

02/09/2021 - Sentenza della Corte di giustizia del 2 agosto 2021 - trasferimento illecito - figli

Secondo l’articolo 2, punto 11, del regolamento (CE) n. 2201/2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, non può costituire un trasferimento illecito o un mancato ritorno illecito la situazione in cui uno dei genitori, senza il consenso dell’altro genitore, si trova a dover portare il figlio dal suo Stato di residenza abituale in un altro Stato membro in esecuzione di una decisione di trasferimento adottata dal primo Stato membro sulla base del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide.

Testo integrale della sentenza

02/08/2021 - Sentenza della Corte di giustizia del 15 luglio 2021 - assistenza sociale - cittadini inattivi

La Grande Sezione, interrogata in via pregiudiziale, ha sancito, con tale sentenza, che la corretta interpretazione dell’articolo 24 della direttiva 2004/38/CE, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, non osti all’applicabilità della regolamentazione di uno Stato membro ospitante che escluda dal godimento del beneficio delle prestazioni di assistenza sociale i cittadini dell'Unione economicamente inattivi che non abbiano risorse sufficienti ed ai quali tale Stato abbia concesso un diritto di soggiorno temporaneo, mentre tali prestazioni sono garantite ai cittadini dello Stato membro interessato che si trovino nella stessa situazione. Tuttavia, ha precisato la Corte, quando un cittadino dell'Unione risieda legalmente, a norma del diritto nazionale, nel territorio di uno Stato membro diverso da quello di origine, le autorità nazionali competenti a concedere prestazioni di assistenza sociale sono tenute a verificare che il rifiuto nella concessione di tali benefici non espongano il soggetto interessato, così come i bambini ad esso affidati, ad un rischio concreto ed attuale di violazione dei diritti fondamentali, quali sono sanciti dagli articoli 1, 7 e 24 della Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione europea; in particolare, quando il soggetto interessato non disponga delle risorse minime per soddisfare le esigenze sue e quelle dei suoi figli e risulti isolato, le autorità dello Stato ospitante devono garantire che, pur in caso di diniego d’accesso alle prestazioni di assistenza sociale, egli possa comunque vivere con i propri figli in condizioni dignitose. Nell'ambito di tale esame, dette autorità possono prendere in considerazione tutte le modalità di assistenza previste dalla legislazione nazionale di cui il cittadino interessato ed i suoi figli possano effettivamente beneficiare.

Testo integrale della sentenza

03/06/2021 - Sentenza della Corte di giustizia del 12 maggio 2021 - arresto provvisorio avviso rosso

L’art. 54 della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen, nonché l’art. 21, par. 1, TFUE, letti alla luce dell’art. 50 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, devono essere interpretati nel senso che essi non ostano all’arresto provvisorio, da parte delle autorità di uno Stato parte dell’Accordo fra i governi degli Stati dell’Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all’eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmato a Schengen il 14 giugno 1985, o da parte di quelle di uno Stato membro, di una persona interessata da un avviso rosso pubblicato dall’Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol) su richiesta di uno Stato terzo, a meno che non sia accertato, in una decisione giudiziaria definitiva adottata in uno Stato parte di detto accordo o in uno Stato membro, che tale persona è già stata giudicata in via definitiva rispettivamente da uno Stato parte del suddetto accordo o da uno Stato membro per gli stessi fatti su cui si basa detto avviso rosso.  Inoltre, le disposizioni della direttiva (UE) 2016/680, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio, lette alla luce dell’art. 54 della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen e dell’art. 50 della Carta dei diritti fondamentali, devono essere interpretate nel senso che esse non ostano al trattamento dei dati personali contenuti in un avviso rosso emesso dall’Interpol, fintanto che non sia stato accertato, con decisione giudiziaria definitiva adottata in uno Stato parte dell’Accordo fra i governi degli Stati dell’Unione economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese relativo all’eliminazione graduale dei controlli alle frontiere comuni, firmato a Schengen il 14 giugno 1985, o in uno Stato membro, che con riferimento ai fatti su cui detto avviso si basa si applica il principio del ne bis in idem, purché un simile trattamento soddisfi le condizioni previste da tale direttiva, in particolare in quanto esso è necessario per l’esecuzione di un compito di un’autorità competente, ai sensi dell’art. 8, par. 1, della suddetta direttiva.

Testo integrale della sentenza

La Corte di Appello di Salerno applica il CAF (Common Assessment Framework) alla propria organizzazione come strumento di miglioramento continuo.

La Corte di Appello di Salerno, primo ufficio giudiziario europeo, a seguito della autovalutazione del GAV (Gruppo di autovalutazione) coordinata da Raffaele Mea, ha conseguito la certificazione europea di qualità e la "Label" di Effective Caf User da parte di EIPA (Istituto Europeo della Pubblica Amministrazione), EUPAN (European Public Administration Network) e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica.

BUONE PRASSI
(best practices)

Ufficio del processo e ragionevole durata: la Banca Dati Digitale Conciliativa (BDDC).